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Martedì, 30 Ottobre 2018 10:00

"L'Italia della Vittoria" Convegno della Fondazione Carispaq con Paolo Mieli e Fabrizio Marinelli Featured

Convegno della Fondazione Carispaq con Paolo Mieli e Fabrizio Marinelli per celebrare i cento anni dalla fine della Grande Guerra

LAquila - Sabato 3 Novembre 2018 ore 16.00 Sala Ipogea Consiglio Regionale dAbruzzo

La Fondazione Carispaq celebra lanniversario della fine della Grande Guerra. Il 3 novembre prossimo alle ore 16.00 presso la Sala Ipogea di Palazzo dellEmiciclo sede del Consiglio Regionale dAbruzzo si svolgeràil convegno LItalia della Vittoria, a cento anni dalla fine della prima guerra mondiale. Ospite lo storico e saggista Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera; ad affiancare il noto giornalista, saràil prof Fabrizio Marinelli ordinario di diritto privato allUniversitàdellAquila di cui sono noti gli studi sulla storia del diritto moderno e degli usi civici. Il Convegno èriconosciuto e patrocinato dal Consiglio regionale dellAbruzzo

Quasi centanni fa terminava il piùgrande conflitto mai visto. LItalia fu tra le potenze vincitrici. Una guerra terribile che dalla sconfitta di Caporetto, fino alla riscossa nazionale, che portòlItalia alla vittoria nel novembre del 1918, costòal Paese circa 680.000 morti e innumerevoli feriti e prigionieri.Il 4 novembre celebra la fine della guerra e commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti (Padova 3 novembre) con l'Imperoaustro-ungarico, per far cessare il fuoco su tutto il fronte italiano. Sono passati 100 anni da quella storica e importante giornata, dove lEuropa intera per 1599 giorni, si trovòtravolta da un conflitto sconvolgente nel quale consumòtutte le energie che aveva a disposizione, bruciando unintera generazione. Paolo Mieli ripercorreràle vicende storiche che hanno portato alla guerra del 1915 1918, preceduto da un documentario di repertorio realizzato da Greta Salve, sua collaboratrice con immagini originali dellepoca e film datati che ne hanno narrato le vicende.A Caporetto, alla fine di ottobre del 1917, lesercito italiano fu travolto da quello austriaco e tedesco. Fu una rotta disastrosa e il nome di quella localitàdivenne, non solo nei libri di storia, il simbolo di un disastro etico, politico oltre che militare.Disastro di cui si occupòuna commissione dindagine istituita, il 12 gennaio 1918.A detta di Cadorna, salvo pochissime eccezioni, nei giorni di Caporetto il contegno delle truppe fu indegno. Ma a causare la disfatta, fu la viltàdi alcuni reparti, che si sarebbero rifiutati di combattere preferendo lonta alla morte o fu Cadorna a gettare sui soldati la colpa del disastro? Fra le varie discipline scientifiche, la storia èquella piùsoggetta a un principio epistemologico fondamentale: se cambia langolo visuale, cambia anche linterpretazione del periodo analizzato. Nel suo ultimo libro «Lampi sulla storia. Intrecci tra passato e presente»(Rizzoli), Mieli elenca alcune di queste distorsioni econ lequilibrio teorico che lo contraddistingue, mostra come solo gli storici possano dare le adeguate risposte.

La storia- sostiene Paolo Mieli -richiede un grande esercizio di sottigliezza fra ragione critica e verifica documentaria, altrimenti si rischia leffetto di vedere la storia stessa capovolta. Bisogna contestualizzare il passato e non invaderlo alla luce del presente. Rosario Romeo, in polemica con il libro «Isonzo 1917»   nel quale Mario Silvestri aveva definito «grotteschi»gli ideali che avevano motivato la Prima guerra mondiale scrisse che con lo stesso criterio «lintera vicenda degli uomini»potrebbe «apparire assurda e grottesca». Ma sarebbe doverosa una generale riserva metodica di fronte al patente anacronismo di giudizi come questi, nei quali ideali, interessi e aspirazioni del nostro presente, vengono assunti a criterio di valutazione di epoche e di uomini che non li conobbero e che si mossero invece sulla scia di altri interessi, aspirazioni e ideali.

Ad introdurre lintervento di Paolo Mieli e dialogare con lui sulle vicende storiche, saràIl prof. Fabrizio Marinelli, che ripercorreràanche una breve storia del Battaglione alpini lAquila, leroico reparto che ha visto passare tra le sue file decine di migliaia di alpini abruzzesi e di altre regioni.

A margine del convegno lAssociazione nazionale alpini saràpresente con le divise originali della prima Guerra Mondiale e allinterno del Palazzo dellEmiciclo, nel giardino dinverno saràallestita una mostra fotografica, curata da Walter Capezzali, che ripercorre la vita e le gesta di un aquilano: Dante Troiani medaglia dargento al valore militare per leroismo dimostrato durante il primo conflitto, un uomo generoso molto attivo anche negli anni successivi alla fine del conflitto nellassistenza dei reduci e degli invalidi di guerra.

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