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Storia

Da sempre al servizio del territorio

La Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila nasce il 20 agosto 1992, nell’ambito della grande stagione di trasformazione del sistema delle Casse di Risparmio italiane aperta dalla legge 218/90, cosiddetta "Legge Amato". A seguito dell’operazione, l’ente conferente assume la denominazione di “Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila” e diviene socio unico della Carispaq - Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila Spa (società conferitaria); eredita nel contempo, quale continuazione della Cassa di Risparmio dell’Aquila fondata nel 1859, gli scopi filantropici originari, proponendosi il perseguimento dei tradizionali fini di interesse pubblico e di utilità sociale nei settori dell'arte, della ricerca scientifica, dell'istruzione, della sanità e del volontariato, con preciso riferimento al territorio della Provincia dell'Aquila.

Il 9 ottobre 1992, in conseguenza di un aumento di capitale interamente sottoscritto dalla Banca di Roma, la quota di partecipazione della Fondazione nella Carispaq Spa passa all’80%. La successiva legge 461/98 detta “Legge Ciampi” ha ridisegnato in maniera incisiva il ruolo delle Fondazioni e ha costituito la premessa per un profondo riassetto della geografia creditizia nazionale. La Fondazione Carispaq ha adeguato il proprio assetto statutario alla nuova normativa divenendo a tutti gli effetti persona giuridica privata dotata di piena autonomia statutaria e gestionale, sotto la vigilanza ministeriale. Nel 2000 la Fondazione porta a compimento la privatizzazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila Spa, riducendo la propria quota di partecipazione al 17%. Prima però, nel giugno 1999, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione delibera di costituire, insieme con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna (BPER) e con Fondiaria Assicurazioni, una sub holding, denominata Finbanche d’Abruzzo, controllata dalla Banca emiliana, sub holding che a sua volta avrebbe detenuto i pacchetti di controllo della Carispaq Spa e della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona. Nel 2004 la Fondazione ha assunto decisioni strategiche di grande rilievo che hanno portato, di fatto, ad una progressiva marginalizzazione della sua influenza sulla Carispaq Spa e al drastico indebolimento dei rapporti di forza con la BPER. In data 6 dicembre 2011 la Fondazione ha aderito all’offerta pubblica di scambio (OPS) promossa da BPER avente ad oggetto le azioni Carispaq in portafoglio per n. 1.896.489, pari ad una quota di partecipazione dell’11,853%, mantenendo n. 816.011 azioni pari al 5,10% del capitale sociale di Carispaq s.p.a.  L’adesione, formalizzata in data 29/12/2011, è avvenuta al rapporto di concambio fissato a n. 1,01 azioni ordinarie BPER di nuova emissione per ogni azione Carispaq a seguito della quale la Fondazione possiede una quota di partecipazione in BPER Spa pari al 0,5767% del capitale (n. 1.915.453 azioni ordinarie). In data 11 gennaio 2013 i Consigli di Amministrazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna (BPER) della Carispaq S.p.a. hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione della stessa Carispaq s.p.a. in BPER; alla data di approvazione del progetto di fusione in discorso la Fondazione deteneva n. 816.011 azioni ordinarie della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila S.p.a. (banca conferitaria) rappresentative del 5.10% del capitale sociale della stessa Carispaq s.p.a., di cui la Banca popolare dell’Emilia Romagna era a sua volta azionista di maggioranza con la quota di partecipazione del 94,739%. La Fondazione risultava altresì già azionista della BPER, detenendo la partecipazione dello 0,5767% del capitale, acquisita a seguito dell’adesione della Fondazione all’offerta pubblica di scambio (OPS) promossa dalla BPER sulle azioni ordinarie della Carispaq s.p.a, con data di regolamento 29.12.2011. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione in relazione alla fusione in discorso, sulla base di conforme delibera adottata dal Consiglio Generale, ha deciso di non aderire all’operazione di fusione per incorporazione di Carispaq s.p.a. in BPER e di esercitare il diritto di opzione di vendita previsto dall’art. 2505 bis del Codice Civile sulle n. 816.011 azioni ordinarie di Carispaq s.p.a possedute dalla Fondazione. Non si è pertanto proceduto all’ulteriore incremento della propria partecipazione nella società Incorporante Bper, di cui la Fondazione deteneva già una quota dello 0.5767% del relativo capitale, ma è stato esercitato sulle azioni Carispaq s.p.a. il diritto di opzione di vendita ai sensi dell’art. 2505 C.C.

Nel mese di luglio 2014 la Fondazione ha aderito, per la quota di propria competenza, all’aumento di capitale promosso mantenendo, pertanto, invariata la propria quota di partecipazione.
Si evidenzia che la partecipazione della Fondazione nella Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) è considerata, ai sensi dell’art. 1 del D.lgs. 153/99, partecipazione nella società conferitaria.

Dettaglio Interventi
Arte, attività e beni culturali € 8.252.336,97
Volontariato, filantropia e beneficenza € 2.529.410,56
Ricerca scientifica e tecnologica € 3.557.230,59
Salute pubblica (1992-2010) € 1.291.493,82
Sviluppo locale € 5.331.033,20
Educazione, istruzione e formazione (1992-2005) € 1.814.018,85
Crescita e Formazione Giovanile (2012) €  200.950,00
TOTALE € 22.976.419,98

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